Prestiti agevolati: meglio il tasso fisso o variabile?

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Tipologie di tasso: tasso fisso e tasso variabile

Spesso, nel parlare quotidiano, ci imbattiamo in termini tasso fisso e tasso variabile, ma non sempre ne abbiamo una definizione precisa. Possiamo dire in primis che tra tasso fisso e variabile la differenza sostanziale, sta negli indici a cui i due tassi fanno riferimento.
Il tasso variabile infatti è legato all’Euribor che è il tasso di interesse medio, calcolato giornalmente, attraverso cui le banche si scambiano denaro fra loro.
Il tasso fisso invece è connesso all’’Eurirs cioè il tasso di interesse usato durante lo svolgimento delle operazioni swap dalle banche europee a copertura del rischio di interesse.

Comunque sai tutti gli istituti di credito hanno uno spettro di offerte di tassi da proporre ai propri clienti, ovvero:

  • mutuo a tasso fisso: con questo tipo di prestito il tasso sottoscritto rimane stabile, non cambia mai per tutta la durata del mutuo e di conseguenza anche il costo delle singole rate mensili rimane invariato;
  • mutuo a tasso variabile: in questo caso il tasso invece subisce delle variazioni in base all’euribor mensile, ed anche il costo della rata mensile può modificarsi al passo con queste variazioni;
  • mutuo a tasso misto: questa situazione rappresenta uno stadio intermedio fra tasso fisso e variabile, parte con il tipo di tasso concordato tra banca e cliente, e nel corso della sua durata, a scadenze prestabilite, il mutuatario può decidere di saltare all’altro tipo di tasso;
    mutuo con capped rate: è un mutuo a tasso variabile nel quale viene stabilita una percentuale massima di interesse superata la quale il mutuo non può andare, anche se i tassi dovessero salire,
  • mutuo con rata crescente: questo tipo di mutuo, incomincia con una rata molto bassa per poi salire in modo graduale nel corso della durata del mutuo;
    mutuo a rata decrescente: questo mutuo rappresenta l’esatto contrario del mutuo precedente. In questo caso infatti la prima rata è la più costosa, e poi si scende con rate di importo sempre più ridotto.

Conviene più il tasso fisso o il tasso variabile?

Scegliere tra questi due tassi completamente opposti, è una scelta che deve essere pensata molto bene.
Se dieci anni fa, l’euribor oscillava fra 1,5% ed il 3% e l’eurirs fra i 3 ed il 3,5%, oggi i due indici sono  quasi allineati in valore negativo intorno al -0.5%. Quindi bisogna seguire un po’ l’andamento di mercato o farcelo spiegare da qualcuno di competente, per comprendere se sia meglio richiedere un tasso fisso o variabile.
Infatti dieci anni fa, la scelta di chiedere un mutuo a tasso variabile era quasi obbligata.
Questo in quanto la differenza in percentuale degli interessi era talmente alta da rendere il mutuo a tasso fisso decisamente meno vantaggioso, e inoltre più difficile da ottenere a causa dell’elevato costo fisso di ogni singola rata.

Quali fattori influenzano il costo del mutuo?

Devi sapere che il tasso di interesse offerto dalle banche è condizionato dal Tan e dal Taeg.
Per Tan si intende il tasso annuo nominale, e rappresenta il tasso “puro” per così dire, che viene applicato su tutto il capitale erogato.
Il Taeg invece è il tasso annuo effettivo globale, il quale rappresenta l’interesse complessivo pagato dal mutuatario.

  • Come si calcola il taeg?

Il Taeg viene calcolato sommando il tan alle spese obbligatorie relative all’apertura ed al pagamento del prestito.
Quindi, quando bisogna aprire un mutuo è decisamente importante dare attenzione al valore del TAEG, il quale comprende:

  • spese di apertura e mantenimento del conto corrente;
  • le spese di gestione della pratica;
  • copertura assicurativa.

Rimangono fuori dal taeg invece le spese di perizia, le spese notarili e le imposte relative all’atto di mutuo.
Il tasso applicato può essere sia calcolato all’anno, che su base semestrale, trimestrale o mensile. La scelta di una di queste opzioni, ovviamente è determinante per il piano di ammortamento del mutuo che viene allegato all’atto di mutuo.

Prestiti agevolati con ottimi tassi di interesse per studenti

I prestiti probabilmente più agevolati, sono quelli che vengono concessi alla categoria di studenti universitari con un’età compresa tra i 18 e i 35 anni. Questi prestiti rientrano nella dicitura di veloci o rapidi, e possono anche essere richiesti dagli studenti, in quanto di solito hanno bisogno durante il loro percorso di cifre per tasse universitarie o viaggi di istruzione. A fare richiesta di un prestito possono però essere sia gli studenti a tempo pieno o anche coloro che hanno un’iscrizione part time all’Università e quindi lavorano mentre studiano, ma non hanno un contratto fisso.

Gli studenti non hanno possibilità di presentare la busta paga, oppure un contratto di lavoro magari fisso che può fungere da garanzia, ma non c’è da preoccuparsi. Infatti non c’è bisogno di questo tipo di requisito, basta presentare ISEE nel caso, essere meritevoli e regolarmente iscritti ad un corso di laurea presso un Ateneo. Meglio ancora se quell’Università ha già delle convenzioni con la Banca di riferimento. I prestiti immediati, in sole 24 ore, per studenti rientrano però a differenza di quelli trattati in precedenza, nella categoria dei prestiti finalizzati, quindi questo significa che la somma ottenuta in prestito è erogata all’Università di competenza presso cui lo studente è iscritto. Parliamo spesso di ridotti prestiti veloci rivolti agli studenti, e questi possono essere richiesti soprattutto in modalità online. I prestiti veloci con tassi di interesse agevolati quindi, per studenti universitari presentano le seguenti caratteristiche:

tassi di interesse bassi, per aiutare lo studente a restituire comodamente in diverse rate la cifra,
modalità di restituzione molto rilassate nel tempo, numero interessante di rate in cui viene frazionato il debito. Infatti questi finanziamenti sono rivolti solo e soltanto agli
studenti, e spesso le banche hanno già convenzioni con Università, e questo permette anche altri vantaggi.

Quando il tasso è uguale a zero?

Ci sono casi in cui poi il taso di interesse può anche ridursi a zero. Generalmente muta in base al valore ISEE, e al CUD, a situazioni quali la disabilità, il fatto di essere disoccupati o inoccupati, come anche cassaintegrati.
Per quanto concerne i giovani studenti possiamo avere il tasso è zero quando l’ISEE del richiedente è davvero basso, e inoltre lo studente deve essere iscritto regolarmente ad una Università presso cui risulta possedere una carriera meritevole nella carriera di studi. Questi sono solitamente i requisiti fondamentali per ricevere un prestito che preveda un tasso di interesse pari a zero. Ovviamente poi ogni banca presenta le proprie politiche e le proprie regole, quindi si gestisce riguardo questo aspetto in modi differenti, come accade di solito per il limite massimo del prestito online. Questo solitamente non può superare i 5000 euro più o meno, ma ci possono anche essere alcune eccezioni.

Il tasso di interesse può avere il valore di zero anche nel caso di giovani imprenditori,  i quali accedono al credito a fondo perduto. Il loro progetto però deve essere convincente e ci devono essere delle garanzie più forti e stringenti.

Quand’è che il tasso di interesse sale e scende?

C’è una situazione particolare, oltre alle condizioni di mercato, in cui sarebbe meglio non richiedere visto che il tasso di interesse potrebbe salire quasi alle stelle, e parliamo dell’estinzione anticipata di un finanziamento. In particolare se abbiamo quasi istinto il nostro debito, si verifica tale situazione, quindi sarebbe bene aspettare di pagare come previsto le ultime rate. Invece se abbiamo appena incominciato a pagare le rate di un prestito, possiamo estinguere tutto insieme con tassi di interesse molto più bassi.

Risulta possibile richiedere due prestiti simultaneamente?

Gli importi richiedibili per un prestito personale di solito, se non sono quelli rapidi che arrivano ad una soglia massima di 500 euro circa, questi non superano i 30.000 euro e la restituzione della somma può essere organizzata in diverse rate. Questo significa in termini di tempistiche, che si va da 12 a 120 mesi.

Molti si domandano se sia possibile fare una nuova richiesta per un altro finanziamento anche se si ha già un prestito in corso. La risposta è sì, ma ad una condizione. Infatti risulta necessario che sia presente una sorta di spazio tempistico di rimborso, che è garantito dal proprio reddito. Sostanzialmente le condizioni sono più stringenti, bisogna dimostrare di essere nella situazione tale da poter pagare altre rate.

Conclusioni

Ricapitolando non è possibile dire se è meglio un tasso fisso o variabile, in quanto bisogna seguire l’andamento del mercato. Inoltre il taeg è molto incisivo ed importante per la richiesta di un mutuo, e bisogna tenere a mente tutte le spese ad esso collegate.